L’ARTE DI MARIO CRETÌ…
Mario Cretì esprime un mondo in continuo movimento attraverso una ricerca plastica e figurativa matura e raffinata. Le sue opere riflettono una materia in fermento, che si trasforma in narrazioni dove reale e onirico si intrecciano con energia e novità. Questo processo creativo, a tratti grottesco, conferisce un’identità unica alle sue creazioni.
La sua ricerca spazia dalla quotidianità più semplice alle suggestioni della cultura e della storia. Gli spunti, elaborati con grande maestria, si trasformano in oggetti estetici ricchi di fantasia e reinvenzione. Le sue opere dimostrano un fertile gioco di manipolazioni, come testimoniano titoli e realizzazioni.
“Fumatori di pipa” e “Combattimento di galli” evocano narrazioni potenti e dinamiche. Allo stesso modo, “Guerrieri Mongoli” e “Volti di guerrieri” rivelano un profondo dialogo tra concretezza e astrazione. Questi lavori trovano sintesi in opere come “Il veggente” e “Il sognatore”. Qui si fondono forza visiva e concettuale, generando emozioni pure e forme essenziali.
Prof. Vincenzo Guarracino, Como
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Le parole del Prof. Vincenzo Guarracino offrono una preziosa chiave di lettura per comprendere l’universo artistico di Mario Cretì. Le sue opere non si limitano a rappresentare immagini o simboli, ma si configurano come portali verso mondi dove reale e onirico si fondono. Passato e presente, forma e concetto si intrecciano, creando una narrazione complessa e coinvolgente. Ogni lavoro riflette un processo creativo che attinge alla quotidianità e alla cultura con un approccio innovativo e mai banale.
L’attenzione di Cretì per i dettagli formali e la sua abilità nel giocare con il confine tra figurativo e astratto emergono con forza. Titoli come “Fumatori di pipa” e “Combattimento di galli” narrano scene vivide e dinamiche. Al contrario, opere come “Il sognatore” e “Il veggente” spingono verso una dimensione più simbolica e concettuale. La forza della sua arte risiede proprio in questa dualità: concretezza e astrazione convivono, dando vita a lavori che coinvolgono sia i sensi sia la mente.
Il linguaggio artistico di Cretì, come sottolineato, non è mai statico. Ogni opera diventa un invito alla riflessione, alla scoperta di significati nascosti e alla partecipazione emotiva. Questo fa sì che il pubblico non si limiti alla contemplazione passiva, ma entri in dialogo con l’opera stessa. In questo scambio, si aprono nuovi percorsi di interpretazione. Mario Cretì si dimostra così un artista capace di creare non solo forme, ma anche visioni che restano impresse nell’anima dello spettatore.