Pitagora, la misura e il residuo che sfugge al conto
Pitagora, la misura e il residuo che sfugge al conto. La misura che apre il mondo contiene sempre il punto in cui il mondo la eccede.
Pitagora, la misura e il residuo che sfugge al conto. La misura che apre il mondo contiene sempre il punto in cui il mondo la eccede.
Chi mette il colore. Il sole bianco è la stessa decisione, presa una seconda volta e portata più in là. Cretì scrive ciò che si può scrivere.
Sul mercato dentro l’opera: la ripetizione ne dichiara la condizione economica, la compravendita non ne esaurisce gli effetti.
Sei osservazioni sulla geometria di Castel del Monte, e un π che vale zero. Il numero rimasto senza spiegazione.
La fine del mondo di ieri. La pittura della fine ha sempre offerto una sedia a chi guarda: questa tela di Mario Cretì la toglie.
LO SCHEMA E IL DOMINIO. Sei tesi sulla coscienza e la libertà«esse, nosse, velle»— Agostino, Confessioni, XIII, 11
Il fuoco e il numero: una ricerca sulla coscienza tra il vissuto e il misurato, e ricostruisce il dibattito tra coscienza ai dati scientifici
il patrimonio di conoscenze tecniche entro il quale uno scultore del Novecento poteva muoversi, , e mostrare che cementi, malte e sabbie.
Chi firma il freno: sopra la lamiera che nessuno guarda, c’è una targhetta rivettata. Riporta il costruttore, l’anno, un numero di matricola.
Vedere prima di sapere: Il metodo rinuncia a ogni pretesa di essere definitivo. Un’opera futura può costringere queste pagine a correggersi.
Quando si libra un rapace, falco o aquila che sia, si prova tanta libertà e tanto rispetto: l’aquila prende ciò che le occorre e nulla di più
Una cosmologia dell’orientamento in «Punti cardinali» «La vita è un continuo orientarsi. Dipingo per trovare un orientamento dentro il caos.»
Henri Matisse e Mario Cretì, o della vita delle forme percorsa in due sensi una lezione più profonda che la vita delle forme impartisce.
Il Premium International Florence Seven Stars ha consegnato a Mario Cretì il Premio alla Carriera Scultorea
La forza di Cretì sta nel rifiuto della scorciatoia consolatoria che opporrebbe la mano calda all’apparato freddo.
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